Coordinamento Nazionale

Museo Regionale di Scienze Naturali

Appuntamenti

Sentiero

CONTATTI

Regione Piemonte

Mappe di comunità

 

Mappe di comunità: storie di uomini e di luoghi

La Mappa di comunità dell`Ecomuseo della Pastorizia

La Mappa di Comunità dell`Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca

Un Esempio fuori dal Piemonte: la mappa di Parabiago



Mappe di comunità: storie di uomini e di luoghi
(Ilaria Testa - Donatella Murtas)

Le mappe: non solo semplici linee sulla carta ma custodi del bene più prezioso, la memoria delle storie umane legate ai luoghi. Oggi, se da un lato sofisticate cartografie tematiche raccolgono e documentano ricerche su ogni angolo del Pianeta, dall`altro si evidenzia una perdita delle conoscenze puntuali dei luoghi, le espressioni di saggezze sedimentate e raggiunte con il contributo di generazioni e generazioni.
Un luogo è molto più di un`asettica superficie geografica, di un elenco di dati, di elementi naturali e costruiti. Un luogo include infatti memorie, spesso collettive, azioni e relazioni, valori e fatti numerosi e complessi che sono spesso molto più vicini alla gente che alla geografia, ai sentimenti che all`estensione superficiale. Le mappe di comunità sono strumenti attraverso cui la gente che abita un luogo può raccontare ad altri, o ricordare a se stessa, i punti fondamentali della propria storia, i nodi cruciali del proprio reticolo di significati e significanti. La mappa non è dunque fine a se stessa, ma rappresenta un percorso personale e collettivo che comporta coinvolgimento, ricerca e impegno; uno strumento creativo che è in grado di rinsaldare e ricostruire in termini attuali il legame fondamentale tra le persone e i luoghi. È uno strumento tramite il quale una comunità disegna i contorni del proprio patrimonio. E` qualcosa di più di un semplice inventario di beni materiali o immateriali, in quanto include anche un insieme di relazioni invisibili fra questi elementi.
L`idea delle Parish Maps nasce in Inghilterra quale frutto della felice intuizione di Common Ground, un`associazione che, prima tra tutte, scelse di dedicare le proprie energie alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio locale attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali. Sono gli anni `80 quando l`idea viene lanciata e da allora Common Ground ha continuato a sostenere e incoraggiare numerosissimi gruppi locali che, entusiasti del progetto, hanno deciso di realizzare la mappa del proprio comune, del proprio villaggio, del proprio luogo di residenza. L`aggettivazione “Parish” evidenzia chiaramente come l`obiettivo principale non sia quello di dare attenzione a un luogo definito da rigidi confini amministrativi – siano questi comunali o legati ad antiche proprietà ecclesiastiche – ma piuttosto privilegiare “la più piccola arena in cui la vita è vissuta”.
A diventare luogo deputato di precise attenzioni è allora solo quel territorio che ha un significato particolare proprio per noi, quello di cui abbiamo personale conoscenza, nei riguardi del quale ci sentiamo fedeli, protettivi e attenti, quello di cui abbiamo misura e che, in qualche modo, esercita su di noi la capacità di modellarci.
Il Laboratorio Ecomusei, nell`introdurre il progetto “Mappe di comunità” vuole riuscire a trovare uno strumento efficace, semplice, diretto, accessibile a tutti, in grado di dare evidenza delle molteplici relazioni che legano indissolubilmente tra loro le due grandi categorie del patrimonio e della comunità locale.


La Mappa di comunità dell`Ecomuseo della Pastorizia

Il progetto Mappe Culturali è iniziato, per l`Ecomuseo della Pastorizia, nel febbraio del 2002, con un primo incontro il cui obiettivo era quello di accogliere un certo numero di persone che vivono in Valle Stura per illustrare loro il progetto e l`iniziativa. A dar vita al primo gruppo una ventina di abitanti, giovani e meno giovani, studenti, contadini e anche il parroco. L`interesse era alto così come le preoccupazioni: quasi tutti ritenevano di non saper stabilire quale fosse un valore e in base a quale criterio dovesse essere mappato. Perché scegliere un valore piuttosto di un altro? Quale il territorio di riferimento? Le prime risposte ai tanti interrogativi dell`ormai avviato “gruppo di lavoro” si sono avute in occasione dell`incontro con esperti inglesi organizzato dal Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte nel maggio 2002. È stato un momento molto interessante che ha permesso, nonostante i due gruppi parlassero in lingue diverse, di socializzare e scambiarsi impressioni sul lavoro da svolgere.
Nel frattempo sono iniziate le ricerche: le prime persone aderenti all`iniziativa conoscevano bene la valle, ma nel gruppo di lavoro erano presenti anche persone giovani, per cui si è pensato di approfondire la conoscenza del patrimonio culturale, ambientale e naturalistico della zona: sulla toponomastica, sulle erbe officinali, sulle attività tradizionali ecc.
Dopo questa fase preliminare, gli aderenti all`iniziativa si sono distribuiti in due gruppi: il primo a Vinadio e l`altro a Pietraporzio-Pontebernardo, sede dell`Ecomuseo.
I due gruppi hanno raccolto molto materiale, avviando così il lavoro di mappatura e, in autunno, con difficoltà, con grandi discussioni, ma dopo aver esaminato tutti i lavori svolti, si è iniziato ad abbozzare la prima mappa. Cominciando a leggerla si nota subito che la maggior parte dei testi sono in lingua d`oc. Osservando la cornice ci si accorge che al suo interno sono stati condensati i valori più importanti per gli abitanti della zona, a partire da un campanile romanico. Il “cuore” della mappa raccoglie le planimetrie dei paesi e delle borgate: I nomi che sono stati riportati sono i toponimi presenti nel paese che documentano attività vive un tempo. Uno dei problemi più importanti è stato trovare il modo di rappresentare i valori individuati. I nomi di famiglia, ad esempio: ognuna delle case rappresentate trova la sua denominazione corrispondente ne soprannome della famiglia che l`ha abitata. Si è pensato allora di utilizzare sempre la cornice per i valori principali e di sostituire, invece, il patrimonio illustrato all`interno della stessa per dare spazio alle cose cui il gruppo ha dimostrato maggiore “attaccamento”.


La Mappa di Comunità dell`Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca
(Luca Genre)

Quella che noi abbiamo chiamato “mappa del sentiero dell`Inverso”, rappresenta probabilmente il primo progetto realizzato all`interno del neonato Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Valle Germanasca e la prima sperimentazione concreta delle infinite possibilità di laboratorio di idee che la strategia ecomuseale può offrire.
Il progetto, realizzato fra l`inverno del 2003 e la primavera del 2005, nasceva con una pluralità di intenti, che andavano dalla realizzazione di una formazione specifica sul tema delle mappe di comunità alla creazione di un primo punto di incontro fra il gruppo gestore dell`ecomuseo e il mondo della scuola locale; dalla sperimentazione di un piccolo percorso di progettazione partecipata alla realizzazione di un attività che intrecciasse risorse economiche provenienti da canali di finanziamento differenti (Leader Plus e piano annuale di gestione degli ecomusei).
L`obiettivo principale del lavoro impostato era però quello di provare a facilitare il futuro utilizzo della mappa di comunità quale strumento di coinvolgimento e (auto)formazione della comunità che fa parte dell`Ecomuseo della Val Germanasca, partendo dall`esempio di una mappa fatta dai bambini. Un esempio che servisse da stimolo e pungolo per gli altri abitanti. La scelta dell`utilizzo dello strumento “mappa di comunità” è avvenuto per diversi motivi:

  • è uno strumento “didattico” molto valido (scientifico, ma informale);
  • si era riscontrato un grande entusiasmo in chi aveva già applicato questo strumento di ricerca e animazione negli anni precedenti;
  • non pone necessariamente un punto di arrivo definito e rigido;
  • origina un documento che rimarrà costantemente nell`archivio della comunità;
  • nella fase di “restituzione” dell`interfaccia grafica, crea un`interessante fase di confronto e mediazione nella scelta del “cosa e come” rappresentare nella mappa;
  • serve per sensibilizzare le famiglie al “patto” ecomuseale, ma anche alle tematiche ed alle opportunità offerte dal programma Leader Plus;
  • può essere stimolante e propedeutico per poter in futuro passare ad un lavoro di mappatura sull`intero territorio del nostro ecomuseo.

L`attività, che ha accodato a Raffaella e Susy (le nostre facilitatrici appositamente formate), i 15 bimbi della scuola elementare di Prali e un contorno di insegnanti, genitori, nonno e personaggi vari, ha portato al formarsi di un gruppo di lavoro che ha gradualmente scelto, riconosciuto, studiato, “mappato” e valorizzato l`antico sentiero di collegamento del Comune di Prali con il fondovalle.
L`attività di ricerca si è completata successivamente con la realizzazione grafica della mappa finale, dalla quale sono poi derivati i pannelli illustrativi per la visita autoguidata al sentiero, un gioco da tavolo sui temi della riscoperta dell`itinerario, un cd-rom ed un “diario di bordo” (tenuto dai facilitatori come testimonianza del percorso di lavoro e dell`esperienza acquisita).


Un Esempio fuori dal Piemonte: la mappa di Parabiago

La Mappa della comunità di Parabiago si inserisce nel piano pluriennale dell’ Ecomuseo del Paesaggio, un’istituzione culturale riconosciuta dalla Regione Lombardia, ed è uno strumento che si è rivelato molto utile per censire il patrimonio e creare identità, una sorta di pro-memoria che aiuta a ricordare e a ben progettare il futuro.

La Mappa è stata redatta da un gruppo di lavoro costituito all’interno del Forum per l’Ecomuseo. Il gruppo, aperto a tutti, è costituito da associazioni, tecnici comunali, politici e singoli cittadini di Parabiago e dei comuni limitrofi.

All’inizio del 2007 il Comitato tecnico-politico dell’Ecomuseo ha redatto un questionario chiamato “Luoghi del cuore” che è stato sottoposto prima al Forum per l’Ecomuseo, poi ai ragazzi delle scuole delle città, ai loro genitori e nonni nell’ambito degli itinerari di educazione al paesaggio a cui hanno aderito 11 classi elementari e medie. Alcune di queste classi hanno realizzato le loro mappe: Mappa delle classi Mappa delle classi IV elementare Manzoni(centro); Mappa della classe Mappa della classe IV elementare S.Lorenzo (frazione); Mappa delle classi IV elementare Villastanza (frazione).

I risultati del questionario “Luoghi del cuore" sono stati elaborati dal Comitato tecnico-politico dell’Ecomuseo e proposti al gruppo di lavoro nella riunione di maggio 2007.

Il gruppo di lavoro in quella riunione ha formulato alcune proposte sui contenuti della mappa.

Nel mese di giugno il gruppo di lavoro partendo dalle mappe dei ragazzi e dai risultati del questionario ha individuato le priorità e i contenuti, redigendo una prima proposta di mappa della comunità.

Tra agosto e settembre 2007 un artista locale, Patrizio Croci, sulla base delle proposte formulate, ha disegnato la bozza della mappa che è stata sottoposta prima al gruppo di lavoro via web e poi, nel mese di novembre, al Forum per l’Ecomuseo.

Il Comitato tecnico-politico e l’artista, tenuto conto delle osservazioni pervenute, hanno infine redatto la mappa definitiva e il retro della mappa. Quest’ultimo documento contiene alcuni dettagli e approfondimenti che, per motivi di spazio, non sono stati inseriti nella mappa.

La mappa è stata inviata a tutte le famiglie di Parabiago in allegato al giornale comunale nel 2008 “Dalla mappa al progetto della comunità”.
Attualmente è in corso di realizzazione con l’aiuto di alcuni stagisti delle università milanesi e della Comunità la mappa sonora con le registrazioni dei suoni dei vari luoghi della città e la mappa interattiva entrambe in formato “beta” già pubblicate sul sito internet. Queste mappe permettono un costante aggiornamento e l’approfondimento dei contenuti della mappa della comunità.
La mappa e la documentazione raccolta per realizzarla si stanno rivelando utili strumenti per la redazione dei documenti relativi al nuovo strumento urbanistico della città (piano di governo del territorio) in corso di redazione. La mappa infatti non contiene solo informazioni sul passato e sul presente ma anche indicazioni sul futuro della città.