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INTRODUZIONE
Grazia Borrini Feyerabend - IUCN WCPA, CEESP Il primo Seminario del Gruppo di Lavoro sulla Governance e la Gestione Partecipativa delle Risorse Naturali in Italia, promosso da Legambiente e dal Tema su Governance delle Risorse Naturali, Equità e Diritti (TGER-ex-Co-management Working Group) della Commissione per le Politiche Ambientali, Economiche e Sociali (CEESP) dell'Unione Mondiale per la Natura (IUCN) tenutosi dal 9 al 12 settembre 2004 nel Parco Nazionale dell'Aspromonte, ha adottato la seguente definizione di "Patrimonio di Comunità": "... ecosistema naturale o modificato, che include una biodiversità significativa, fornisce servizi di natura ecologica e/o possiede valori culturali propri, conservato in modo volontario da una o più comunità interessate secondo costumi tradizionali o tramite altri mezzi efficaci." Esistono diversi tipi di Patrimoni delle Comunità (specifiche aree, paesaggi, monumenti naturali, risorse ben gestite, habitats di specie animali) e se ne trovano in tutti i paesi del mondo. Sono gestiti da comunità locali con o senza supporto esterno e possiedono tre caratteristiche:
- Esiste un legame forte fra una specifica comunità ed uno specifico "patrimonio", radicato in relazioni di tipo storico, culturale, economico, etc.
- La comunità interessata possiede- di diritto o di fatto- l'autorità di decidere cosa fare (come gestire) il patrimonio in questione, il che implica una qualche forma di indipendenza o di legittimazione e riconoscimento della comunità stessa da parte della società e/o dello stato.
- La comunità gestisce il patrimonio con una varietà di obiettivi in mente, spesso slegati da fini diretti di conservazione, ma la gestione si dimostra efficace nel raggiungere risultati di conservazione dei valori biologici (habitats, ecosistemi, specie animali, paesaggi) e dei valori culturali associati.
Gestione di un'area protetta
Le aree protette sono create per degli scopi precisi. Questi scopi includono sempre la conservatione della biodiversità, ma spesso anche l'uso sostenibile delle risorse naturali (per esempio, le risorse idriche) e delle risorse culturali (per esempio i luoghi sacri, le memorie storiche) associati alla biodiversità. Spesso ci si attende che le aree protette generino anche benefici di carattere socio-economico per le popolazioni limitrofe o in altri modi interessate (stimolo all' economia locale, valori ricreativi e spirituali, educazione e ricerca, etc.). Le categorie di gestione codificate dall'IUCN costituiscono un approccio flessibile alla comprensione del concetto di "area protetta", e permettono di riconciliare i valori della biodiversità con i valori propri alle comunità umane interessate. In generale, le aree protette sono gestite secondo direttive che si riferiscono ai loro limiti, il loro zonaggio, le attività e gli usi delle risorse permessi e proibiti nell'area stessa, ed un insieme di interventi da effettuare (delimitazioni dei perimetri, mantenimento delle infrastrutture, restaurazione degli habitat, eradicazione delle specie invasive, etc.). In altre parole, la gestione è il processo attraverso il quale i decisori e gli esecurori interessati rispondono alla domanda "Cosa fare per raggiungere gli scopi dell'area protetta?".
Governance di un'area protetta
La governance di un'area protetta si riferisce a questioni di potere, relazioni e responsabilità. In pratica, si comprende la governance ponendo la domanda: « Chi detiene l'autorità e la responsabilità della gestione dell'area protetta e deve render conto dei risultati raggiunti? ». La risposta ci informa sul "tipo" di governance cui abbiamo a che fare. In vari paesi del mondo si ritrovano quattro grandi tipi di governance di un'area protetta (tutti legittimi ed importanti per la conservazione della natura):
- Autorità e responsabilità del governo (a livello nazionale, regionale, municipale; secondo un'agenzia nazione specializzata; o anche delegate a terzi, per esempio ad ONG di conservazione)
- Autorità e responsabilità condivise da più parti interessate (aree protette co-gestite o gestite in modo collaborativo; aree protette transfrontaliere)
- Autorità e responsabilità dei proprietari delle terre e delle risorse naturali (individui, gruppi imprenditoriali, ONGs; con o senza fini di lucro)
- Autorità e responsabilità di popoli indigeni o comunità locali (Patrimoni delle Comunità)
Un'altra domanda importante è "Come si decide rispetto all'area protetta ? Quali norme sono applicate e quali approcci, valori e principi servono da guida a chi decide?" La risposta a questa domanda ci informa sulla qualità della governance ("E' buona governance?").

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