|
|
|
| NOTIZIE SUL TERRITORIO |
|
|
| Luoghi del Programma |
|
|
|
|
Teatro Sociale Villani
L'iniziativa per l'apertura di un teatro che sostituisse il "ristrettissimo e informe abituro . posto in recondito angolo della città"
che nel primo ventennio dell'Ottocento ospitava a Biella spettacoli di ogni sorta, venne presa dai fratelli Villani,
|
|
appartenenti ad una famiglia molto in vista fra i notabili
locali, con lo scopo di "procurare agli abitanti un onesto passatempo per ingentilire i costumi e diffondere una tinta d'istruzione"
perché Biella, che aveva raggiunto in tale epoca un ruolo importante sotto il profilo economico nello Stato Sabaudo per le "molteplici
manifatture", doveva ora compiere uguali progressi anche in campo intellettuale.
I Villani si erano rivolti dunque "all'architetto e pittore di sua Maestà" Fabrizio Sevesi, PER trasformare semplicemente, con un nuovo
arredo, un locale situato nel loro palazzo sulla "pubblica contrada" al centro del quartiere denominato "Piano", più che di creare strutture
innovative che integrassero spazi scenici e apparati per lo svago.
L'iniziativa dei Villani si potè realizzare nel 1828 con la concessione della Patente e la privativa per cinquant'anni su qualunque altra
forma di spettacolo in città.
Con il procedere del secolo, però, il "teatrino Villani" non poté più ospitare quella varietà di spettacoli che si stavano sviluppando in Biella e
che il pubblico sempre più richiedeva.
Nel settembre del 1863 alcuni cittadini, costituiti in Società, interpellavano il Municipio per ottenere una parte del terreno già del convento
di San Francesco, per la costruzione di un Teatro Sociale, secondo il disegno che avevano commesso all'ingegnere Giuseppe Bollati.
La zona prescelta rispondeva, infatti, ai requisiti richiesti: si trovava in posizione abbastanza centrale, sebbene opportunamente defilata,
poiché dava su un ampio spazio libero - la piazza "del mercato" (ora Martiri della Libertà) appena tracciata sugli orti del convento dismesso
- che si sarebbe presto trasformata nel cuore della città moderna ospitando numerosi servizi, tra cui i pubblici macelli, il Collegio con le
scuole primarie, una prevista ala per il mercato coperto (mai realizzata) e, non lontano, il nuovo palazzo municipale che si stava allora delineando.
|
| Il teatro stesso si doveva articolare secondo le richieste più aggiornate, affiancando la sala per spettacoli
a spazi per l'accoglienza, con guardaroba, salottini e fumoir, ad altri locali quali sale da gioco, da piccoli concerti, da ristoro, venendo
a formare così un complesso di notevoli dimensioni, che non era
|
|
stato ancora completato all'atto dell'inaugurazione, nell'agosto 1865.
La facciata dell'imponente complesso teatrale era stata delineata dal Bollati in forme severe, dotata di portici al piano terreno sul modello
torinese, cadenzati da una partitura di leggere profilature architettoniche che sottolineano la zona centrale, tripartita, e lasciano sfumare
i registri laterali.
Con gli anni Settanta dell'Ottocento il teatro Sociale venne dunque completato, ma un incendio nella notte del 16 agosto 1892 distruggeva
palcoscenico, platea e annessi lasciando intatta solo la facciata; la scelta della riedificazione fu quella della ricostruzione "in stile"
dell'interno andato perduto, variandone alcune proporzioni per migliorarne acustica e visibilità. La nuova inaugurazione avveniva ufficialmente
nel 1895 con l'Aida di Giuseppe Verdi.
Da allora la sala incominciò ad ospitare saltuariamente anche spettacoli di "Cinematografo Lumiére", che divennero stabili nel 1926, con l'impianto
per il sonoro realizzato nel 1933.
Recentemente, a seguito della cessione del Teatro al Comune da parte della Società dei Palchettisti, si è scelto di riunire le denominazioni
nell'attuale "Teatro Sociale Cipriano Villani", in onore dell'illustre concittadino che, più di un secolo prima, si era attivato affinché la sua
città natia potesse disporre di un teatro vero e proprio, lasciando poi in eredità alla sua morte, avvenuta nel 1841, ogni sua sostanza
all'Ospedale di Carità del Vernato, compreso quel vecchio Teatrino Villani divenuto poi troppo piccolo per le esigenze della sempre più numerosa
popolazione biellese.
Indirizzo:
Piazza Martiri della Libertà, 2 - 13900 Biella
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|