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Città di Biella

Posta ai piedi delle Alpi, Biella (m 410, ab. 45.500 ca.) si sviluppa su un'area di 46 kmq, estendendosi fino alla frazione Oropa ad un'altitudine di m 1180. Posta alla confluenza delle valli Elvo, Oropa e Cervo, lungo le quali scorrono i torrenti omonimi, Biella è nota non solo per
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le sue rinomate industrie tessili, ma anche per la bellezza del paesaggio circostante, prevalentemente collinare e montano.
Abitata probabilmente fin dall'età del Ferro e sicuramente in epoca romana, Biella comparve per la prima volta nei documenti in un diploma dell'826 con il quale Ludovico il Pio e Lotario la donarono al conte Bosone definendola Bugella, l'antico nome della città. Già nell'882, tuttavia, Carlo il Grosso la donò ai Vescovi di Vercelli.
Fra il X e XII il Capitolo biellese di S. Stefano accrebbe la propria importanza e anche l'ambizione a sostituirsi all'autorità vercellese, ambizione frenata dal vescovo di Vercelli Uguccione che fondò il borgo del Piazzo nel 1160, rendendolo in breve tempo il centro dello sviluppo economico e politico della città. Ebbe così avvio l'esperienza comunale culminata nell'emanazione degli Statuti nel 1245: in questi secoli la città fu fedele alla fazione guelfa.
La signoria temporale della diocesi vercellese terminò nel 1377 con la ribellione al vescovo Giovanni Fieschi, e quindi nel 1379 con la dedizione ai Savoia, ai quali Biella rimarrà legata per secoli. Se nel '400 la città visse un periodo di tranquillità e di sviluppo economico, nel secolo successivo fu occupata JPG,37Kb
dalle truppe francesi, nel 1533 e poi dal 1555 al 1559. nel 1626 fu eletta da Carlo Emanuele I a capoluogo di provincia, ma a metà del secolo subì un terribile saccheggio da parte dell'esercito spagnolo durante la guerra fra Madama Cristina di Francia e i principi Maurizio e Tommaso di Savoia.
Dopo la seconda occupazione francese (1704-1706) la città riuscì a risollevarsi, e nel 1772 fu istituita la Diocesi, che segnava il definitivo distacco dal potere vercellese. Dopo una breve parentesi giacobina che vide la formazione di una municipalità provvisoria e l'abolizione dei privilegi feudali del piazzo, Biella rientrò nei domini sabaudi, per partecipare attivamente al risorgimento attraverso personaggi come Quintino Sella, Alfonso e Alessandro Lamarmora.
Nel corso dell'Ottocento la città assistette ad un grande sviluppo urbanistico legato alla crescente industrializzazione, che si andava localizzando principalmente sulle sponde del fiume cervo, tanto da procurare a Biella l'appellativo di "Manchester d'Italia". Nel XX secolo lo sviluppo dell'industria ha reso celebre quest'area in tutto il mondo per l'alta qualità della produzione tessile laniera, senza tuttavia che ciò compromettesse l'ambiente naturale.
Il 5 marzo 1992 Biella è stata proclamata capoluogo di provincia comprendendo nella sua giurisdizione e amministrazione 82 comuni.

(liberamente tratto da "Biella e Provincia" - guida del Touring Club Italiano)

Vedi anche: Comune di Biella
    
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