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| SPONSOR E COLLABORAZIONI |
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| Centro di documentazione della Camera del Lavoro di Biella |
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Il Centro di documentazione della Camera del Lavoro di Biella nasce nel 1982 come Associazione
il cui compito statutario è quello di "conservare il patrimonio storico del movimento operaio e sindacale biellese, di promuovere la
conoscenza e lo studio del ruolo avuto dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali nella storia recente e passata (...)".
Gli organismi del Centro sono la Presidenza, il Direttivo, la Assemblea
dei soci, il Comitato scientifico (composto da ricercatori e docenti universitari).
I membri della associazione sono la Camera del Lavoro e i Sindacati di categoria.
La sede del Centro è a Biella, nei locali della Camera del Lavoro, all'ultimo piano dello stabile: esso occupa ad uso esclusivo di archivio
tre grandi locali per una superficie totale di circa 400 mq. ed altre quattro sale, con funzione promiscua di biblioteca e di locali di riunione.
Per dirla in cifre: 800 metri lineari di scaffali per archivio e biblioteca, 20.000 volumi, 4500 faldoni di carte, 20.000 fotografie,
2500 manifesti, 70 bandiere, 450 audiocassette, 70 filmati e video, 890 titoli di periodici.
Il Centro decolla dunque nel 1982 possedendo già un patrimonio cospicuo che ne motiva l'esistenza e nel contempo imprime ad esso un
chiaro indirizzo: è l'archivio della Camera del Lavoro e dei Sindacati di categoria la "dote" che il Centro deve amministrare.
Gli archivi e i fondi non sindacali acquisiti successivamente hanno arricchito quantitativamente e qualitativamente il patrimonio documentario
del Centro di documentazione, concorrendo tutti a disegnare un quadro esauriente della storia del movimento operaio biellese.
La documentazione è completata da una nastroteca che, con centinaia di audio e videocassette, si configura come un vero e proprio "archivio
della memoria" costruito in questi anni dai ricercatori del Centro. La parte più consistente di questa sezione dell'archivio è per ora
costituita dalle circa novanta storie di vita di donne che hanno lavorato nelle fabbriche tessili biellesi tra gli anni '30 e gli anni '60.
Anche la biblioteca, incentrata sulla storia del movimento operaio e sindacale, sulla storia delle dottrine politiche, sulla storia d'Italia
e sull'economia, si è via via arricchita grazie ai lasciti e alle donazioni provenienti da enti e privati.
Nel panorama nazionale, quello biellese è uno dei pochi e dei più completi archivi sindacali disponibili alla consultazione, unico per quanto
riguarda il lavoro dipendente in un'area tessile.
L'archivio della Camera del Lavoro è tanto più prezioso per ciò che contiene di documentazione di altre fonti: industriali, altre
organizzazioni sindacali, istituzioni etc., ovvero tutte le istanze della società civile e delle istituzioni politiche ed economiche con
le quali il sindacato Cgil è entrato in relazione nel corso della sua storia e che, purtroppo, non dispongono più di insiemi organici di
documenti che ne raccontino la vita e l'interazione con gli altri soggetti.
Il valore dell'archivio è stato sancito nel 1991 dall'attestato, attribuito dalla Soprintendenza ai Beni archivistici del Piemonte, di
"archivio di notevole interesse storico", sottoposto alla tutela del Ministero dei Beni culturali.
Molte attività di riordino dei fondi, di schedatura in SBN del patrimonio bibliografico, così come l'acquisizione di arredi e di supporti
informatici, sono state realizzate grazie al contributo costante della Fondazione Cassa di
Risparmio di Biella, che ha così contribuito a far sì che venissero messe a disposizione di studenti e ricercatori porzioni sempre
più consistenti di carte riordinate.
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| "Dovevamo battere i mille. Donne al ritmo del telaio"
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| L'immigrazione, il tempo breve della giovinezza, l'abbandono precoce della scuola e l'altrettanto
precoce ricerca del lavoro, la vita in fabbrica, faticosa ma anche fonte di soddisfazione professionale e luogo di relazioni, la guerra,
la fame, l'occupazione nazifascista, e poi la stagione delle lotte e delle conquiste femminili nel secondo dopoguerra, la famiglia:
sono questi i temi che vengono portati in scena con il titolo "Dovevamo battere i mille. Donne al ritmo del telaio". |
Lo spettacolo è frutto di un laboratorio teatrale che ha fatto parte di un progetto proposto
e attuato dal Centro di documentazione della Camera del Lavoro di Biella e finanziato dal Fondo Sociale Europeo.
Ventisei donne e tre uomini di età compresa tra i 15 e i 72 anni: studenti, operai, impiegati, insegnanti e pensionate, dal settembre 2002
al giugno 2003 si sono incontrati ogni settimana per tre ore con l'obiettivo di realizzare, sotto la guida dell'attrice
Lucilla Giagnoni e del regista Bruno Macaro, una rappresentazione teatrale sulla vita delle operaie che tra gli anni '20
e gli anni '60 del XX secolo hanno lavorato nelle fabbriche tessili biellesi.
La fonte dalla quale il gruppo ha tratto spunto è l'archivio della memoria operaia femminile raccolto e conservato dal Centro di documentazione
della Camera del Lavoro di Biella e recentemente presentato nel libro "In greggio e in fino. Storie di vita di operaie tessili nel biellese
1910-1960". Il volume, curato da Simonetta Vella, presidente del Centro, contiene saggi di Gianni Perona, Luciana Benigno, Carmen Fabbris,
Aurora Zedda e Simonetta Vella e propone alla lettura, in versione integrale, ventisei delle settantatre storie di vita di anziane operaie
che, nate tra la fine dell''800 e il primo ventennio del '900 nel Biellese ma anche nella bassa vercellese, nel Triveneto e in altre
regioni italiane, hanno lavorato nelle nostre fabbriche tessili tra gli anni '30 e gli anni '60 del XX secolo e le cui testimonianze
costituiscono appunto l'archivio della memoria operaia femminile e sono a disposizione degli studiosi.
E' da questo ricchissimo giacimento di testimonianze che i protagonisti del laboratorio hanno tratto informazioni, suggestioni, immagini e
parole che, tradotti in linguaggio teatrale, ricostruiscono l'atmosfera di un'epoca e i percorsi esistenziali di quella generazione di donne
che ha vissuto le due guerre mondiali, il fascismo, l'occupazione tedesca, gli anni della ricostruzione.
Biografie che fanno parte del bagaglio di racconti tramandato in ogni famiglia, sia di origine biellese sia veneta, friulana, padana o meridionale,
che dunque rappresentano e fondano l'identità della comunità.
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| Centro di documentazione della Camera del Lavoro di Biella |
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Via La Marmora, 4 - 13051 Biella
Tel. +39 015 3599211
Fax +39 015 22433
centrodoc.cgilbi@acme-biella.com
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